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Equador-Perù-Bolivia-Cile

 Sud America agosto 2008
"La Transandina" : Equador, Perù, Bolivia e Chile.
Non mi è stato possibile organizzare questo viaggio itinerante, (da solo come ho sempre fatto) per le grosse complicazioni burocratiche e costi alti per la spedizione della moto.
Non volendo rinunciare a questo sogno, per realizzarlo mi sono associato al programma di viaggiavventurenelmondo, in primis ero un po scettico, la mia preoccupazione primaria era se il gruppo che si veniva a formare fosse valido oppure no.
Adesso che il viaggio si è concluso devo ricredermi al mal pensare, il gruppo di compagneros è stato veramente fantastico ed il viaggio ancora meglio.

IL folto gruppo è formato da Mauro, il coordinatore (direi un po scoordinato) Dario, er più de Roma, Annalisa la nostra salvezza, Enrico lo sborone, Federico il modello, Angela ed Emilio la coppia a cinque stelle, Roberto e la  figlia Silvia, la nostra mascotte, Claudio e Donatella i nostri economi e segretari delle finanze, Guido il tedesco vero, Ugo il siculo di Palermo, Massimo con la Luisa dalla calza incantata la mia salvatrice, e naturalmente io ed Assunta mia moglie

Siamo partiti il due agosto con destinazione Atlanta per ripartire 24 ore dopo per Guayaquil (Ecuador) purtroppo per Overbooking otto di noi siamo stati costretti  a rimanere a terra con la prenotazione sul volo dell'indomani alla stessa ora, per non dilungarmi molto e non annoiarvi dico che per colpa dell'eruzione di un vulcano sulla rotta aerea, anche questa partenza è saltata, così siamo rimasti tre giorni ad Atlanta (se vi interessa posso farvi una guida dettagliata dell'aeroporto).
Finalmente arriviamo (dopo tre giorni di strazio) a Guayaquil, mentre gli altri del gruppo avevano sbrigato quasi tutte le scartoffie per lo sdoganamento delle moto.
La mattina dell'otto Agosto riusciamo a sdoganare finalmente le moto e ad iniziare il nostro fantastico mototours.

Dopo appena sei ore di guida su piacevole strade entriamo in Perù ( ingresso molto più semplice e sbrigativo delle dogane asiatiche ho africane) la Principale strada
la "Panamericana" che collega L'America del Nord con il profondo sud del Chile, è di una noia terribile, sembra tracciata con un righello, sali e scendi su colline aride e desertiche, la strada è sempre dritta, le curve sono appena accennate, si viaggia guardando alla sinistra il deserto sconsolato e alla destra l'oceano pacifico.

Finalmente usciamo da questa noiosa monotonia stradale per un anello di circa 600 chilometri che ci porterà sulla cordigliera blanca, un percorso per un terzo sterrato, si sale fino a quota 4300 metri slm, arrivando nella località turistica della cittadina di Huaraz.
Nel mentre si viaggia su per la strada sterrata, la TT600 del Mauro, si ferma per la rottura della catena di distribuzione, panico iniziale.
Capito il problema,prendiamo la decisione più logica, smontare ruote, serbatoio e specchietti cosi d'avere la possibilità di caricarla sul nostro pulmino di appoggio e arrivare a Huaraz dove cercheremo cosa fare.
Riprendiamo il viaggio con il Mauro a soffrire sul pulmino e noi a godere come mandrilli su questa sterrata fantastica dove la visione paesaggistica sulle ANDE è superba.

Arrivati a Huaraz cerchiamo subito un meccanico di moto (Si fa per dire) lo troviamo, il responso è stato quello che pensavamo, rottura della catena di distribuzione con due valvole piegate, questo ci informa che non può aiutarci ma a Lima possono risolvere il problema.
La conclusione dopo un attendo riesame della situazione è andare a Lima, a questo punto
con l'aiuto del meccanico smontiamo il motore dal telaio per poterlo trasportare sulla corriera che in sette ore raggiungeva la capitale, il resto della moto rimaneva sul nostro mezzo.

Così la sera alle dieci il Mauro ed il motore imballato in una scatola di cartone andavano con corriera di linea a LIMA alla corte di un meccanico, preventivamente avvisato da UGO, il nostro autista del mezzo al seguito.
L'indomani noi abbiamo proseguito il nostro programma come previsto per incontrarci dopo due giorni.


Arrivati a LIMA il motore del TT600 era pronto per essere rimontato e assemblato sul resto della moto, il tutto è stato fatto in una giornata e in serata era pronta per riprendere l'avventura.
La città di Lima e una metropoli come tante, ci sono molti bei palazzi coloniali, il clima è molto umido c'è sempre una leggera pioggerellina come fosse una nebbia perenne, mi chiedo come abbiano fatto gli Spagnoli a scegliere un postaccio del genere è costruirci una città.
 
Riprendiamo il viaggio per la visita alle isole Balestras nel golfo di parakas, dimora di uccelli, pellicani, leoni marini, pinguini e foche, uno scenario fuori dal comune, dove il rumore degli animali è assordante, c'é una tale puzza di escrementi da fare invidia a un letamaio, tutto sommato è una escursione che merita molto, abbiamo avuto
anche la fortuna di vedere delle balene e delfini nel mentre ci recavamo a queste isole.

Si riprende il viaggio, prossima visita sono le dune di Uachachina, lungo la strada per Nasca.
Sembra uno scenario africano, le dune sono altissime tipo quelle libiche con oasi e laghetto.
Dei fuoristrada locali fanno fare un giro (ovviamente a pagamento), alcuni decidono di provare la brezza della sabbia e partecipano ad un giro organizzato con le auto, mentre IO, Enrico, Mauro e Claudio abbiamo dato spettacolo con le nostre moto correndo su è giù per le dune (naturalmente non con il Transalp ma con il DRZ prestatomi da Federico) fino a che un carabineros non ci ha intimato l'alt.

Le linee di NASCA sono state una grande delusione, dalle torri da dove li abbiamo osservate si distinguevano appena, la possibilità di vederle nel migliore modo possibile era di salire su dei vecchi aeroplani ad elica da pochi posti, il rumore di ferraglia che proveniva dai motori quando questi decollavano ci hanno fatto desistere, non abbiamo avuto il coraggio di salire è rischiare la vita pagando anche 170 dollari a persona. Alcuni di noi più coraggiosi lo hanno fatto

Proseguiamo il viaggio sulla cordigliera andina che ci porta (dopo circa 450 chilometri di pura adrenalina) a CUSCO capitale dell'impero INCA.
Il percorso è stupendo si sale fino ai 4200 slm, la vista spazia su tutta la cordigliera con montagne che superano i 6000 metri.

Pernottiamo ad Abancay dove la sera mangiamo una delle pizze più strane e goffe che io abbia mai assaggiato.
L'indomanii arriviamo a Cusco, nel tardo pomeriggio, Ugo (il nostro autista ed accompagnatore peruviano con la nostra Annalisa) avevano già prenotato un albergo proprio nel centro della cittadina.
Visitiamo questa bella città coloniale con le varie chiese, palazzi e la famosa Plaza de Arma.
Lo scempio dei conquistadores (che avevano raso al suolo la città dell'impero Inca), si vede dalle fondamenta dei palazzi costruiti sopra le vecchie mura di pietra a secco.
La mattina dopo decidiamo di lasciare le moto buone buone in garage dell'albergo per fare la nostra visita di due giorno a tutta la zona archeologica.

Trasportati come turisti da Ugo con il nostro pulmino d'appoggio.
Visitiamo tutta la valle sagrada, il rio Urubamba, Pisac, Ollayataitambo e la Stupenda, Fantastica e superba Macchu Picchu.
Sono stati due giorni di puro relax, da veri escursionisti dallo scatto facile, si fotografava ed immortalava anche la più piccola pietra INCA.

Si riprende la strada è da questo momento in poi non si scenderà più sotto i 3700 metri, si viaggerà con le moto (specialmente le transalp) che ansimano sempre di più.
Il lago Titicaca è il secondo mare per il Perù ed il  primo e unico per la Bolivia, si trova a quota 4000 slm. e di un azzurro smeraldo, si confonde con il chiarore del cielo terso. Per tre terzi si estende su territorio Peruviano e per il restante su territorio Boliviano.

Le sponde del lago vicino a Puno (dove facciamo tappa) è piena di canne di bambù con cui la tribù degli Orus costruiscono le isole galleggianti dove vivono e lavorano.
Dal porto di Puno siamo partiti con delle barche che fanno andata e ritorno, per una visita a queste isole. Camminarci sopra è una esperienza incredibile, ondeggiano come se fossero delle grande barche ancorate in rada, gli Uros vestiti con sgargianti colori ci ospitano e fanno a gara per farci vedere la propria isoletta e venderci qualcosa del loro artigianato.

Riprendiamo il viaggio percorrendo il lago per tutta la sua lunghezza fino al confine con la Bolivia. Le insenature, le spiagge e la visione paesaggistica è fantastica, sembra veramente un grande ed immenso mare.

Alle tre del pomeriggio siamo in dogana con la Bolivia, dopo avere espletato tutta la burocrazia siamo pronti per lasciare il Perù, il dispiacere è grande perché dobbiamo lasciare Ugo ed il suo pulmino che ci ha seguito fin qua.
Prenderemo altre persone del posto con altri mezzi di appoggio ( preventivamente contattate ) per la parte Boliviana.

La PAZ capitale Boliviana è la capitale più alta del modo con i suoi 3900/4200 metri slm. l'aria è rarefatta si ci muove lentamente e con calma, i rittimi sono lentissimi, anche noi per la prima volta mastichiamo e beviamo mate de COCA (aiuta ad aprire di più i polmoni).
La città è posta su una conca attorniata da alte montagne andine che arrivano a 6800 metri slm; di notte vederla dal Mirador da la sensazione di vedere il cielo capovolto.

La sera facciamo i preparativi per affrontare il percorso più interessante ed impegnativo del nostro viaggio, ci aspettano circa sette giorni di duro sterrato su alte quote, dove lo spettacolo paesaggistico e il divertimento alla guida sarà emozionate.

Scambiamo i mezzi di supporto con dei fuoristrada adatti al tracciato.

La prima tappa diventa allucinante, per alcuni che di sterrato hanno poca dimestichezza è

uno strazio, ma piano piano con alcuni consigli di chi di sterrato ne mastica riusciamo ad arrivare indenni alla meta serale (le cadute non si contano)

Il deserto salato del lago di Uyuni credo sia stato un indimenticabile ricordo per il divertimento di scorrazzarci sopra a tutto gas, è un piano di sale compatto spesso anche più di un metro e lungo 160x120 chilometri, nel mezzo ci sono molte isole, la più famosa è l'isla del pescado per la strana forma rassomigliante ad un pesce, c'è una vegetazione stranissima fatta di cactus alti oltre sette metri e un diametro anche più di 70 cm, il tutto è veramente fantastico.

Nel pomeriggio tardi in prossimità del salares per colpa dei nostri accompagnatori abbiamo perso di vista una delle tre macchine che ci portavano bagagli e benzina con al seguito molti del gruppo compresa mia moglie che in quel frangente viaggiava sulla macchina, mentre il gruppo formato da me e l'equipaggio di altre tre moto comprese le due macchine siamo rimasti indietro; Per farla breve le nostre due guide delle macchine decidono di cambiare strada rassicurandoci che li avremmo incontrati aggirando il vulcano proprio sul salares.
Ci siamo subito mossi ma quando siamo arrivati sul posto da loro indicato non c'era ombra alcuna dei dispersi, siamo rimasti per circa due ore aspettando che da qualche parte sbucassero delle luci, perché oramai si era fatta notte fonda.
Decidiamo che forse è meglio andare direttamente all'hotel (già prenotato) dall'altra parte del lago, viaggiamo per circa due ore su questo lago salato al buio pesto e con un
freddo boia  (meno 5 gradi ) la sensazione è indescrivibile, il bianco del lago ed il nero della notte, bucato solo dai nostri fari ci manda un po nel panico al pensiero di poter trovare un tratto molle dove si potrebbe in qualsiasi momento affondarci dentro.
Arrivati per fortuna indenni ma come stoccafissi per il freddo, scopriamo che del gruppo non c'è nemmeno l'ombra, a questo punto arrabbiatissimi con i nostri autisti
li costringiamo ( posteggiate le moto in albergo ) a ripercorrere per un tratto il lago, sperando di avvistare qualche luce dei fari, niente buio pesto,dei nostri nemmeno un puntino luminoso.

Quando meno c'è l'aspettavamo alle due di notte arriva Mauro con l'autista dell'altra macchina, ci siamo rallegrati ad apprendere la bella notizia che tutti gli altri sono rifugiati in una scuola messa a disposizione dal sindaco del villaggio, perché non se la sono sentita di affrontare il lago di notte (ed hanno fatto bene)
La mattina del giorno dopo il ricomporre il gruppo in mezzo al nulla è stato bellissimo, abbracci e baci per lo scampato pericolo, tutte le preoccupazioni sono svanite in una grande gioia.

Il fantastico dei salares Boliviani è il paesaggio immenso con vedute mozzafiato, laghi dai colori di incomparabile bellezza, formazioni rocciose erosi e modellati dal vento, sterratoni di sabbia con solchi di venti centimetri dove le cadute non si contavano, la mia transalp oltre i 4000 metri slm. stentava a darmi la cavalleria che volevo, l'incazzatura è stata  grande perché non potevo dare gas la dove serviva così anche io ho fatto le mie cadute, per fortuna senza conseguenze alcune.

Proprio qui entrano in scena le calze della Luisa, smontata mezza moto per togliere il filtro dell'aria, lo sostituisco proprio con una calza così da dare più aria in ingresso.  Non so se in questo modo entrava più ossigeno ho il motore si è eccitato alla vista della calza di Luisa, fatto sta che mi sono divertito molto per la risposta pronta del motore.

L'altitudine massima raggiunta è stata di 4960 metri slm. visitiamo la laguna hedionda, la blanca, la salada, la colorada e la laguna verde forse la più bella, lo scenario è desertico roccioso la visione è spettacolare, durante il giorno la temperatura arriva a toccare i 25 gradi mentre la notte abbiamo toccato i meno 20.
Sono stati sette giorni duri ma fantastici, nel lato soddisfazione personale e visione paesaggistica.

Arriviamo in mezzo al nulla a 4400 metri slm. dove c'è una baracca che funge da dogana per uscire dalla Bolivia ed entrare in Chile, da qua in circa sessanta chilometri scendiamo in picchiata di circa 2200 metri slm. dove arriviamo a San Pedro De Atacama.

La cittadina di San Pedro è un grosso villaggio che ci riporta indietro nel tempo, le strade sono tutte sterrate e le case sono basse, sembra di essere in una scena di un film di pistoleri, molte delle persone si spostano in sella al cavallo, la sera c'è molto movimento, nei molti locali si fa baldoria e si cena a base di cucina locale.
Siamo nella zona più arida della terra, Il deserto di Atacama, è così inospitale da essere paragonato al suolo di Marte, non c'è acqua  ne pozzi e non piove quasi mai, ma in compenso il paesaggio lunare è di una bellezza ineguagliabile.
La valle della luna è uno di questi posti, le formazioni rocciose disegnate ed erose dal vento hanno creato forme bizzarre e figure di mostri pietrificati, è uno spettacolo fantastico, consigliabile visitarla nel primo mattino ho nel pomeriggio dove la luce gioca a favore per foto fantastiche.

Il Viaggio volge al termine, siamo in prossimità di Antofagasta dove rimbarcheremo le nostre beneamate moto. Alcuni di noi facciamo una deviazione di circa settanta chilometri per vedere la mano De Petra, un monumento creato da uno scultore Giapponese, la visione è suggestiva una mano scolpita è modellata in mezzo al nulla del deserto ed una foto ricordo era doveroso farla.

Arrivati ad Antofagasta il nostro primo compito è stato di contattare il corrispondente per l'imbarco delle moto è metterle sul container.
Sbrigare le pratiche è stato molto più semplice che sdoganarle, così in giro di una giornata e mezza siamo riusciti a sbrigare il tutto.

Il giorno dopo con un volo interno partiamo per Santiago del Chile, atterriamo dopo appena due ore di volo da dove si ripartirà alle 20e40 per l'Italia.
Abbiamo circa dieci ore di tempo a disposizione così per non trascorrere tutta la giornata in aeroporto decidiamo di prendere dei taxi è visitare la Capitale, dove succede il fattaccio.

In un  ristorante al momento di pagare mi accorgo che la mia borsa con tutti i documenti della moto, passaporto, macchina fotografica, chiavi di casa ed altro è sparita," panico totale " la prima preoccupazione è di cercare ovunque, ma poco dopo la rassegnazione prende il sopravvento e il pensiero va al passaporto, senza di questo non si torna a casa, fortuna che siamo nella capitale ed esiste un'ambasciata, prontamente contattata, l'interlocutore con cui parlo mi dice che serve la denuncia ai carabineros e con la copia e due fototessera mi faranno un passaporto di transito, tutto questo a circa quattro ore prima del volo.

Decidiamo che vista la situazione tutti vadano in aeroporto, almeno loro potranno imbarcarsi in caso che io non riuscissi a concludere le pratiche .
Per fortuna Assunta ed io riusciamo a fare tutto in tempo utile, arriviamo in aeroporto una ora prima dell'imbarco.
Quanto ci siamo presentati al check-in mi è stato comunicato che non potevo partire perché sul volo di Atlanta / New york / Milano occorre il passaporto in originale, senza gli americani per sicurezza interna non lasciano passare.
Gentilissimi mi comunicano che possono darmi una mano per il cambio di destinazione per  il volo diretto Madrid/Milano, ma tutto questo domani mattina dalle nove in poi.

Costringo mia moglie suo malgrado a partire con il resto dei compagneros mentre io rimango per un'altra notte in Santiago.
L'indomani mattina prima delle nove sono in aeroporto è con l'aiuto della persona incaricata della compagnia risolvo (al limite dell'orario di partenza del volo per Madrid) il problema imbarcandomi alle 12 e 35.
Ringrazio molto la compagnia DELTA per la competenza e l'efficienza del sostegno disinteressato che mi è stato dato 

A parte la ciliegina finale è stato un viaggio duro ed impegnativo ma fantastico per la visione paesaggistica, il percorso itinerante, le visite ai siti INCA,
l'umanità delle persone, la semplicità di vita, l'umiltà e la bontà che regna in questi luoghi di povertà dove noi abbiamo sempre da imparare molto.
Un grazie grande a tutti i compagneros che sono stati veramente fantastici con cui partirei di nuovo.

Grazie ancora per la fiducia a Tucano Urbano sponsor ufficiale, che ancora una volta mi ha sopportato con tutto l'abbigliamento tecnico e borse da viaggio

Alla prossima
Filippo Razza.