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Myanmar ex Birmania nel sud est asiatico

Breve diario di viaggio

Il volo dura poco, dopo soli novanta minuti siamo a destinazione.

Usciti dall'aeroporto prendiamo un taxì per andare direttamente in albergo.

Yangon è una delle più grande città della nazione era la capitale del Myanmar fino a che nel 2005 la giunta militare decise di spostarla nel centro del paese.

Naypyidaw questo è il nome della nuova sede amministrativa, costruita di sana pianta con palazzi ultra moderni.

Molti turisti si recano a Yangon principalmente per visitare la famosa Pagoda Shwedagon un complesso monastico tutto dorato posto su un'altura della città, a seguire visitiamo tanti altri siti importanti come il Ngahtatgyi Buddha, Il palazzo Karaweik sul lago Kandawgyi e il quartiere coloratissimo della Chinatown di Yangon.

In questo paese non avendo la macchina in affitto ci spostiamo con i mezzi locali che sono molto comodi e convenienti.

Le strade rispetto alla Thailandia sono in pessimo stato, le grande vie di comunicazione hanno solo delle lingue di asfalto senza indicazioni e protezioni. Finito la visita di Yangon partiamo alla volta della città di Pyay (la vecchia Prome) con un minibus privato.

In albergo conosciamo un simpaticissimo spagnolo di nome Carlos con lui condivideremo circa otto giorni del nostro viaggio.

La città ha un bel complesso monastico posto su una collina da dove si domina tutta la zona fino al fiume.

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Ci spostiamo ancora, questa volta con un vip bus fino alla meta più ambita, la città di Bagan capitale del regno di Thaton.

Dopo aver preso posto in albergo decidiamo, visto l'estensione del sito, di girare per le varie pagode con degli scooter elettrici affittati per sei dollari al giorno.

Carlos è un po impacciato alla guida ma piano piano le prende la misura e la conduzione diventa più sciolta e divertente.

Bagan è un complesso storico situato in un'aria di ventidue chilometri quadrati dove si trovano novecentoventi complessi monastici.

In questi due giorni visitiamo quelli più importanti lasciandoci anche il tempo di visitare quelli sperduti nella campagna, scoprendo dei posti dove la vita rurale ci appare in tutta la loro semplicità.

Dall'alto di alcune pagode si ha una visione a tutto tonto sulla vastissima area fitta di vegetazione dove le costruzioni si ergono come fusti in fiore.

Nel pomeriggio del terzo giorno con un mini bus andiamo a fare una escursione al monte Popa dove ci sono molti monasteri uno dei quali arroccato in una roccia alta ottocento metri.

Questo sito è dedicato al culto dei Nat, gli spiriti maligni. Per arrivare al monastero principale occorre salire a piedi scalzi circa settecentonovanta gradini.

In questo complesso vivono in libertà una moltitudine di scimmie, bisogna stare molto attenti perchè sono propensi a fare dei dispetti e a rubare anche quello che avete in mano specialmente se è cosa da mangiare.

Una volta in cima la fatica fatta per arrivarci viene ripagata da una visione spettacolare su tutta la vallata circostante.

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Finita la visita di questi luoghi stupendi riprendiamo la strada, anzi la navigazione sul fiume Irrawaddy fino alla città di Mandalay.

La traversata si dimostra una piacevole crociera, a bordo abbiamo colazione e pranzo tutto compreso.

Dalla motonave possiamo vedere il paesaggio rurale, i pescatori intendi nella pesca, la folta vegetazione e alcuni villaggi dove i bambini giocano e si tuffano nelle calme acque del fiume

 

Arriviamo a Mandalay verso le sei del pomeriggio e con un taxì ci rechiamo in albergo dove già troviamo Carlos ad aspettarci (lui è arrivato in bus perchè soffre la navigazione).

Mandalay è la seconda città per grandezza di tutto il paese con un patrimonio culturale e storico non indifferente..

La sera durante la cena discutiamo il modo migliore di come visitare la città.Ci sono varie opzione, decidiamo quella di avere un taxi a nostro servizio per l'intera giornata. Scegliamo il più economico con alla guida una persona abbastanza sveglia.

Fantastica giornata, ci godiamo in relax tutto il meglio della città iniziando con la visita del Budda d'Oro uno dei più venerati di tutta la Birmania per poi spostarci al palazzo reale, lo Hswenadaw monastery, kuthodaw pagoda, il tempio Mahamuni e per finire saliamo al Mandalay Hill, dall'alto di questo posto si gode la vista su tutta la città. Aspettiamo il momento del tramonto per fare delle foto spettacolari.

 

Oggi salutiamo il nostro amico, le nostre strade si dividono, lui segue la rotta verso nord noi invece scendiamo per la visita del lago di Inle.

Abbiamo passato una bellissima settimana, Carlos si è dimostrato una persona squisita in tutto.

Raggiungiamo il lago con un mini bus condividendolo con le persone del posto facendo conoscenza degli usi e costumi locali.

L'esperienza con gli indigeni si dimostra molto fruttuosa e piacevole, le ore che trascorriamo con loro corrono veloci confermando che il viaggio fai da te è quello che maggiormente apprezziamo.

L'albergo precedentemente prenotato si rivela di ottima qualità sia per la sua posizione che per la camera ampia e con tutti i servizi.

Preso possesso della stanza l'unica cosa da fare è quella di concordare un giro in barca per l'indomani.

Girando per varie agenzie ci accordiamo con una di queste per una cifra di venti dollari per tutto il giorno barca e barcaiolo compreso.

Partiamo alle otto del mattino, fa un freddo boia, per fortuna il nostro barcaiolo è attrezzato con delle coperte che ci mettiamo sulle gambe.

I primi chilometri sono molto suggestivi navighiamo su una fitta nebbia dove tutto prende una strana forma. Man mano che si avanza il sole prende il sopravvento è tutto ritorna a splendere. Il lago ci appare immenso e i pescatori che popolano questo luogo sono veramente fantastici.

Le foto che scattiamo sono quelle che girano in tutti i siti per pubblicizzare la Birmania. I pescatori hanno un modo particolare di pescare, si muovono con delle piccole barche vogando lentamente con il remo aggrappato a una gamba così da poter avere le mani liberi per la rete da pesca e la nassa.

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A seguire visitiamo le isole galleggianti dove vengono coltivati, ortaggi, pomodori e verdure per il fabbisogno locale. Le isole sono formate da canne di bambù intrecciati con il riporto di alghe e vegetazione dove sopra di esso depongono della terra e il limo dragato direttamente dal lago.

Il popolo di Intha, così vengono chiamati gli abitanti del posto vivono, pregano, lavorano, si nutrono, fanno il bucato sempre stando nelle loro case di palafitte e muovendosi su delle piccole imbarcazioni ricavati direttamente da tronchi di legno.

Le visite all'artigianato locale non si contano tutto è diventato un business, perfino le donne giraffa, una comunità in via di estinzione, sono diventate attrazione per turisti.

La nostra escursione prosegue ancora con la visita di alcune pagode antiche e un bellissimo mercato posto ha metà tra terraferma e acqua.

La giornata appena trascorsa si è dimostrata molto piacevole e interessante, questo luogo anche se diventato abbastanza turistico ci rimane indelebile nei nostri ricordi.

Questo paese nel suo complesso ci è piaciuto molto, abbiamo apprezzato la gentilezza delle persone sempre pronte di aiutarci e vogliosi di sapere del mondo esterno.

Dispiace vedere questo popolo fiero del loro passato e voglioso del proprio futuro essere oppressi da una politica militare ottusa e scellerata.

Il tempo a nostra disposizione sta per finire dobbiamo far ritorno di nuovo aYangon dove abbiamo un volo prenotato per Kuala Lampur in Malesia.

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Segue Malesia e Vietnam