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Malesia Vietnam

Il volo per la Malesia dura circa due ore, la compagnia AirAsia si rivela ottima ed efficiente.Arriviamo all'aeroporto di Kuala Lampur in perfetto orario, ci portiamo subito alla stazione della linea metro Express, comoda per portarci vicino al Geo hotel precedentemente prenotato.L'albergo carino e comodo, si trova nella zona centrale vicinissimo al quartiere animato di Chinatown.In questo angolo della città vi si trovano negozi di ogni tipo dove con le dovute contrattazione del caso si può comprare di tutto, ci sono una moltitudine di ristoranti e ritrovi per passare delle serate indimenticabili.Le Petronas sono il simbolo della città ultra moderna, ci arriviamo camminando godendoci le strade e i viali.

Le torri si ergono imponenti superando di gran lunga tutti gli altri grattacieli, una volta varcata la soglia d'ingresso attraversiamo l’immenso atrio pieno di negozi e attrazioni turistiche. Usciti nella parte interna delle torri ci si trova in un grande parco con molti specchi d'acqua, fontane e giardini tropicali. Da questa posizione si possono fare tutte le foto per immortalare questo colosso in cemento, vetro e acciaio.

Decidiamo di non salire con gli ascensori, un po per il costo esorbitante e anche per le lunghe code per accedervi,

Altra passeggiata la facciamo per andare a vedere Merdeka square una delle piazze più affascinante dell'intera nazione dove l'antico e il moderno si intrecciano perfettamente. In questo luogo tutti gli anni la popolazione si raduna per festeggiare l'anno nuovo e il giorno dell'indipendenza.

Visitiamo anche diverse altre strutture famose come la più antica moschea Masjid Jamek, il palazzo del sultano, la little India con i suoi templi colorati e la grande comunità indiana dove si può assaggiare la loro cucina tipica.

 

Sempre muovendoci con la metropolitana ci rechiamo appena fuori città a circa venti chilometri per visitare le Batu Caves.

All'interno di una grande caverna posta su una collina rocciosa si trovano diversi templi, per arrivarci bisogna salire circa 275 gradini scolpiti sulla roccia tufacea. All'ingresso posta come a guardia dei templi c'è una statua indù, alta più di venticinque metri.

Oggi 24 gennaio lasciamo Kula Lampur per recarci a Malacca. Prendiamo la metro e dopo poche fermate siamo alla stazione dei bus, fatti i biglietti saliamo sul diretto che in poco più due ore ci porta in città.

Malacca o Melaka è patrimonio dell'UNESCO.

La città di Malacca è stata occupata nel corso dei secoli da diverse potenze straniere. Portoghesi, olandesi e inglesi, ne contendevano il possesso per controllare i traffici commerciali del canale marittimo antistante.

Si possono ancora notare le vecchie mura e le varie porte d'ingresso, la più visitata e ben conservata è quella così detta la “Famosa” poi ce la piazza centrale definita la square red per il colore dominante del rosso con la chiesa di Christ Church, Chiesa di saint paul e diversi palazzi di ottima fattura.

Lasciamo questo luogo per recarci a Penang, precisamente nella città di Georgetown.

Rimaniamo quattro giorni in questa bellissima isola meta turistica per le bellezze delle sue spiagge e dell'acqua cristallina.

Georgetown è una città multietnica, convivono serenamente indiani, cinesi, arabi malesi e occidentali. Il nome gli fu dato dai britannici prendendo spunto dal regnante del momento, il Re Giorgio terzo.

Il centro storico di Georgetown offre un'infinità di attrazioni, principalmente composte da piccoli templi cinesi, architettura coloniale e mercati di strada.

Visitiamo in sequenza la moschea Kapitan Keling e la Little India dove si innalza il Mahamariamman Temple, con i caratteristici riti induisti. Il modo miglior per visitarla è a piede o lasciandosi trasportare da qualche risciò, una specie di carrozzella trainata da uno scooter o da una bicicletta.

Famosi sono i murales sulle facciate delle vecchi case del centro, il più fotografato senza dubbio è quello con la bici e il bambino.

Il resto del nostro tempo lo passiamo gironzolando per le vie e assistendo alle frenetiche feste del capodanno cinese. Le serate le trascorriamo in un locale non distante dell'albergo dove si beve birra e si ascolta musica dal vivo.

Oggi 29 gennaio ci trasferiamo in aeroporto, lasciamo l'isola e la Malesia per trasferirci in Vietnam.

Un breve e rilassante volo sempre con AirAsia ci porta a Ho Chi Minh la vecchia Saigon.

Arrivati in aeroporto con un taxi ci rechiamo in centro dove abbiamo già l'hotel prenotato. Durante il tragitto notiamo una marea allucinante di motorini che sfrecciano e si infilano da tutte le parti, sembra di assistere alla scena di un formicaio. Nessuno si ferma tutti si evitano e tutti viaggiano facendosi strada a suon di clacson.

Ho Chi Minh è una città in progressivo e frenetico sviluppo, ci sono vari palazzi e grattacieli in costruzione, la popolazione sembra in continuo movimento come se il loro scopo principale fosse il viaggiare da un capo all'altro del paese.

Con i suoi otto milioni e cinquecento mila abitanti è la più popolosa città del Vietnam, si estende sulle sponde del fiume Saigon e a pochi chilometri della foce del Mekong .

Trascorriamo tre giorni visitando e fotografando il centro storico.

La prima tappa, il palazzo del governo posto in una piazza che si affaccia su un grande viale pieno di svariati locali, poi la Basilica di Nostra Signora, il teatro, la posta centrale, la Bitexco Financial Tower, da dove dall'alto si domina tutta la città.

Il giorno successivo tramite un'agenzia prenotiamo una gita giornaliera in barca per visitare il delta del fiume. Lungo i suoi canali ci sono moltissime fabbriche di artigianato locale, giardini botanici e mercati tradizionali.

Questo paese è una lingua di terra lunga circa duemila chilometri e larga venti al massimo cinquanta con una popolazione che supera i novanta milioni di persone, in media molto giovane. Il territorio da sud a nord è attraversato da una dorsale di strada abbastanza ben asfaltata e una linea ferrata detta ferrovia dell'unificazione.

Noi come mezzo di trasporto scegliamo il bus sia per la comodità degli orari e anche per essere più economico e veloce del treno.

Tramite l'albergatore facciamo i biglietti dello sleeping bus con destinazione Nha Trang una cittadina adagiata sul mare distante circa 440 chilometri da Ho Chi Minh.

L'interno dello sleeping bus è attrezzato con circa quarantadue sedili posti su due piani, reclinabili fino a formare un comodo letto, in questo modo si viaggia veramente comodi.

Il viaggio si svolge sotto una pioggia torrenziale che ci accompagnerà per tutto il tragitto. Arriviamo in albergo ancora con la pioggia, fortunatamente abbiamo dei piccoli ristoranti nelle vicinanze così non dobbiamo fare molta strada per andare a cenare.

La mattina dopo, il tempo si dimostra clemente, nuvoloso ma non piove così da permetterci di visitare il lungo mare costellato da barche e pescatori molto caratteristici. Vendono il pesce a pochi soldi ma la cosa più bella è che si improvvisano ristoratori cucinando loro stessi la loro merce direttamente sulla spiaggia.

Nha Trang è una città prettamente balneare molto ben attrezzata con alberghi di tutti i gusti e con una lunga spiaggia di sabbia finissima costellata da palmeti e piante di cocco. Su una insenatura c'è una formazione rocciosa molto suggestiva adagiata direttamente sull'acqua dove la sera si può vedere un bellissimo tramonto.

Continuiamo il nostro viaggio itinerante per raggiungere la città di Na Dan.

Ci alziamo alle quattro del mattino per essere sul bus alle sei, il tragitto è lungo si fanno molte fermate per far salire la gente locale.

Viaggiamo tutto il giorno arrivando a destinazione per le sette di sera.

Appena scesi dal pullman con un tuc tuc ci rechiamo subito in albergo.

La posizione dell'hotel è ottima siamo in centro vicino a tutto quello che ci interessa.

Na Dan sorge nel centro del Vietnam adagiata sulle sponde del fiume Han, con i suoi 750.000 abitanti e la quarta città più grande del paese, l'abbiamo scelta per la vicinanza di alcuni siti importanti come le Marble Mountain, la bella cittadina di Hoi An e i suoi dintorni.

La città si mostra molto vivace ed elegante, come al solito la vita è frenetica, con la festa del capodanno che imperversa da più di una settimana tutto diventa allegro e festoso. Gli indigeni sono per la maggior parte in vacanza e intere famiglie si riversano nei parchi e giardini pubblici.

La sera lungo il fiume la gente del luogo si sbizzarrisce con mercatini, cucina da strada e spettacoli.

 

La mattina andiamo alla ricerca di una agenzia per organizzare il giro dell'indomani, ma visto i giorni festivi non è facile trovarne di aperte.

Strada facendo arriviamo alla stazione centrale dei treni e ne approfittiamo per fare i biglietti per la prossima tappa.

Usciti dalla stazione veniamo avvicinati da un simpaticissimo personaggio, è un mototaxi che si offre come guida per il nostro tour, le spiego che siamo io e mia moglie e che pertanto su una motocicletta non ci stiamo, lui insiste, dice che verrà anche un suo amico con un'altra moto.

Essendo motociclisti di vecchia data la cosa non ci affascina molto però nello stesso tempo la proposta cade come si dice a fagiolo, questo è l'unico modo per spostarsi veloce e andare dappertutto. Così dopo una estenuante trattativa ci accordiamo per l'intera giornata di domani dandoci appuntamento alle nove di mattina direttamente in albergo.

Puntuali come un orologio svizzero si presentano con due motociclette attrezzati di elmetto e guanti, così da li a poco inizia l'avventura.

Come prima tappa saliamo lungo la montagna che sovrasta la stessa Na Dan dove visitiamo l'angolo del pensatoio popolato da scimmie per poi dirigerci nella bella Linh Ung Pagoda con il Budda donna, una statua alta oltre trenta cinque metri posta sulla collina da dove si domina tutta la città. L’itinerario prosegue verso le Marble Mountain, un gruppo di montagne rocciose che spuntano dalla pianura come isole galleggianti. Visitiamo quella più attrattiva per i turisti dove ci sono molti templi e caverne.

Bisogna pagare un ticket e per salire su si può prendere l’ascensore o ancora meglio risalire la stradina con centinaia di gradini, godendosi e ammirando i diversi tempietti che si trovano lungo il percorso.

La fatica viene ripagata profumatamente dalle pagode, templi di raffinata scultura, tempietti dentro le caverne e da una vista a tutto tonto sulla pianura circostante

I nostri motociclisti ci aspettano al fresco e al nostro apparire scattano come saette pronti a portarci alla prossima meta.

Proseguiamo per la bellissima città di Hoi An patrimonio dell'UNESCO.

Arriviamo dopo quarantacinque minuti viaggiando sotto un sole cocente, i ragazzi ci lasciano direttamente nel centro storico dandoci appuntamento per le ore cinque del pomeriggio.

Questa fantastica cittadina e una miscela di stile architettonico che va del vietnamita, al cinese al giapponese. Ci sono diversi palazzi coloniali, templi, antiche botteghe artigianali e il famosissimo ponte giapponese coperto. Lungo le sponde del fiume Thu Bon si possono fare lunghe passeggiate ammirando le bellezze architettoniche e scattando delle belle foto ricordo.

Hoi An ha l'appellativo di città delle lanterne perché qua è nata la tradizione, ancora oggi molti artigiani costruiscono pezzi super speciali realizzati con il bambù e la seta.

 

a giornata volge al termine, si fa ritorno in albergo e a fine giro ringraziamo i nostri due motociclisti per il loro ottimo lavoro.

Prima di lasciarci dopo averli pagati, ci fanno scrivere sul loro brogliaccio una piccola recensione, le serve come referenza per altri turisti, naturalmente noi lo facciamo volentieri.

Oggi sei febbraio andiamo alla stazione ferroviaria per prendere il treno che ci porterà nella città imperiale di Hue, partiamo con più di un'ora di ritardo, si sa i treni non sono mai in orario. La tratta ferrata non è lunga sono solo 105 chilometri ma la locomotiva viaggia a rilento facendo tutte le fermate, per fortuna il percorso è panoramico così ci godiamo il paesaggio delle campagne e la costa sul mare.

Dopo tre ore arriviamo in città e con il solito mezzo di trasporto (tuc tuc) ci rechiamo in albergo.

La città di Hue è patrimonio dell'UNESCO principalmente per la splendida cittadella imperiale circondata da possenti mura e da quattro porte d'ingresso.

L’indomani mattina di buon ora iniziamo la visita, varcata la soglia si entra in un grande parco dove ci sono alberi secolari, laghetti, fontane, templi e il bellissimo palazzo reale costruito nel 1687.

Hue, fu una dei maggiori centri culturali, religiosi e intellettuali del Vietnam.

Capitale di regione per secoli fino a quanto nel 1885 la occuparono i francesi.

Dicono che la sua costruzione imita molto la città proibita di Pechino specialmente la sala dei mandarini, noi ci trascorriamo una intera giornata cercando di visitare il meglio, soffermandoci spesso a oziare all'ombra degli alberi del grande parco

L'indomani ci facciamo una escursione in barca lungo il fiume per visitare la pagoda di Thien Mu e la tomba imperiale di Tu Duc che si trovano a circa quindici chilometri dalla città. Una bella esperienza vissuta con la gente locale.

Lasciamo questo posto per recarci sempre con lo sleeping bus ad Hanoi.

Il viaggio è abbastanza lungo fortunatamente viaggiamo di notte e quindi tra una dormita e qualche sosta caffè il tempo scorre veloce. Arriviamo in città all’alba, l'hotel è ancora chiuso, tutti dormo tanto che ci tocca aspettare fino alle otto prima che qualcuno apra la porta. Fa abbastanza fresco ci tocca indossare una maglia siamo vicino alle montagne che fanno da confine con il territorio cinese e il clima specialmente la sera e la mattina ha un po di escursione termica.

Finalmente ci sistemiamo in camera grazie al buon albergatore che anticipa l'orario del check in.

L’albergo ha una ottima posizione nel quartiere vecchio, vicino al lago Hoan Kiem (dove si trova anche uno dei templi più amati dai turisti, lo Ngoc Son Temple).

 

Hanoi capitale del nord adagiata sul fiume rosso è la seconda città più popolosa dell'intera nazione, le dedichiamo quattro giorni di visita di cui due per visitare la bellissima baia di Halong a circa 160 chilometri, definita una delle sette meraviglie del mondo.

Il nostro gestore dell'hotel funge anche da agenzia per organizzare escursioni in città e sulla baia, ci dà un brogliaccio con diverse foto e i programmi delle varie compagnie di navigazione. Sfogliamo il librone e dopo varie opzioni scegliamo l'imbarcazione che ci sembra più meritevole sia dal punto di vista economico che da quello qualitativo. Riusciamo a spuntare un prezzo incredibile, alla stessa cifra delle sistemazioni normali abbiamo ottenuto quella con la terrazza personale direttamente sulla poppa del battello.

La mattina alle otto ci viene a prendere il bus navetta direttamente in albergo per poi fare il giro degli altri hotel per caricare tutte le persone che come noi hanno scelto questa compagnia.

Dopo circa quattro ore di piacevole trasferimento prendiamo possesso delle nostre cabine a bordo.

Tolti gli ormeggi il battello si mette a navigare verso la meta e nello stesso momento ci viene servita un ottimo e abbondante pranzo a base di pesce.

Non ci sono parole per descrivere lo scenario spettacolare della baia, migliaia di faraglioni calcarei spuntano dal mare come fiori di loto creando uno spettacolo unico al mondo. Facciamo diverse tappe per ammirare luoghi molto suggestivi.

In una isola particolare visitiamo la più grande grotta di tutto l'arcipelago.

Sosta culturale nelle vicinanze dove fanno la coltivazione delle perle.

Questo è un angolo creato a museo a cielo aperto, una guida ci fa vedere tutto il processo di produzione.

Al mollusco ancora piccolo viene effettuata quasi un’operazione chirurgica innestando un minuscolo frammento di conchiglia all’interno delle gonadi, organo riproduttivo dei molluschi.,finito l’intervento vengono messe in una rete tre alla volta e calati giù in acqua trattenuti da una lenza. Da questo momento occorrono non meno di diciotto mesi prima che la perla vera e propria sia pronta.

 

La sera prima del calar del sole il battello cala giù l'angora stoppando i motori.

Trascorriamo la notte in un contesto spettacolare con un tramonto e un'alba fantastica. Cena sempre a base di pesce e birra in quantità, poi seduti nella nostra terrazza personale trascorriamo il tempo a contemplare il paesaggio.

La mattina colazione sempre a bordo e ritorno per altre meraviglie verso il porto.

Ritornati in città passeremo ancora una serata e tutto il giorno dopo visitando Hanoi,.

Una tappa d'obbligo è il mausoleo con la bella piazza dedicata all’unificatore del paese fondatore e presidente del partito comunista, Ho Chi Minh.

Subito a seguire visitiamo il tempio della letteratura, la pagoda Thi Nien, la cattedrale conosciuta come la piccola Notre Dame e il mercato Dong Xuan uno dei più affollati di tutto il Vietnam.

Con l'aiuto del nostro amico albergatore organizziamo il viaggio di trasferimento per lasciare questo paese e trasferirci in Laos.

Per abbattere i costi scegliamo l'opzione di viaggiare in Bus con destinazione Luang Prabang, distante circa venticinque ore di viaggio su strade di montagne sconnesse e piene di curve.

 

Continua.................................