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Deserto di Tabernas

Moto Raid Deserto di Tabernas (Spagna)

Dal 05 al 13 marzo 2016

Frequento il forum di Motoadventure ed in seguito a questo partecipo anche ad alcune proposte dell'anno che vengono organizzate dal vulcanico Ermanno Gagliardi con il supporto e la partecipazione di tutti gli iscritti.

Questo evento è il primo dell'anno 2016 e non me lo lascio scappare, uno perché non ci sono mai stato e due perché il gruppo che si è venuto a creare è di quelli tosti.

Riesco a coinvolgere anche il mio amico di scorribande Roberto Ficai iscritto anche lui al forum ma poco partecipe, almeno fino ad ora.

Inizialmente la partenza è divisa in due gruppi, il gruppo del centro Italia parte da Civitavecchia ed il secondo gruppo, quelli del nord dovremmo partire da Savona. Prima ancora che si definisce il numero dei partecipanti la tratta navale Savona-Barcellona della Grimaldi lines viene sospesa.

Momento di smarrimento, l'idea è quella di scendere tutti a Civitavecchia ma per motivi di lavoro (si dovrebbero prendere ancora due giorni di ferie) alcuni rinunciano del tutto, tre decidono di raggiungere Civitavecchia mentre io e Roberto decidiamo di raggiungere Barcellona prima caricando le moto sul carrello e traino auto poi via via che il momento si avvicinava e visto il tempo clemente la decisione finale è di raggiungere la destinazione direttamente in moto.

Siamo in totale 12 bikers tutti motivati da un sano spirito di avventura in fuori strada.

Le moto sono due KTM 690, una Tiger 800xc, una BMW GS 1200, una KTM 1290, cinque KTM 990 e due KTM 950.

Venerdì alle 22,30 parte il gruppo in nave da Civitavecchia verso il porto di Barcellona.

Manco farlo a posta dopo settimane di tempo bello e temperature clementi a Torino piove è fa anche freddo, io e Roberto ci diamo appuntamento sabato mattina alle 6 davanti al bar pinguino di Rivoli.

Mi vesto di tutto punto per combattere il freddo e la pioggia, arrivati all'appuntamento ci diamo solo uno sguardo una stretta di mano e senza dire niente partiamo con una pioggia battente.

Appena fatti nemmeno una decina di chilometri la pioggia si trasforma in nevischio, man mano che proseguiamo si solidifica sempre di più tanto che le strade sono totalmente bianche e con uno strato di circa 10 centimetri.

Arriviamo a Susa e la neve ormai sulla strada supera i quindici centimetri. Affrontiamo i curvoni in salita verso Chiomonte, la moto si fa fatica a guidarla, sembriamo due zombi, le persone dentro le macchine che ci superano ci guardano come due marziani, alcuni ci fanno segno col pollice alzato altri scuotono la testa altri ancora dallo stupore ci filmano con lo smatphone.

Le cadute di Roberto sono parecchie, rompe lo specchietto sinistro e il paramani, per fortuna senza conseguenze, io cado una volta quasi da fermo finendo su un cumulo di neve creato dal passaggio dello spazzaneve.

Arriviamo a Oulx che sono passate le 11 ed abbiamo fatto appena 80 km. dei previsti 930.

Siamo demoralizzati stanchi e sudati anche se la temperatura è sotto lo zero.

Decidiamo saggiamente che proseguire in statale verso il Monginevro è da pazzi così prendiamo l'autostrada per il traforo del Frejus. Arrivati all'imbocco, prima di farci rapinare euro 29 (costo del traforo) e proseguire, facciamo benzina e dopo ne approfittiamo per riscaldarci al bar bevendo un bel tè caldo.

Le persone ci guardano stupiti ma non ci chiedono assolutamente niente, alcuni fotografano le moto

e commentano tra loro.

Attraversato il traforo il tempo migliora, la neve piano piano si trasforma in pioggia e la strada diventa molto più praticabile ne approfittiamo per allungare il passo e imboccare l'autostrada verso Chambèry, Grenoble, Avignone, Perpignano, Girona, Barcellona.

Arrivati in prossimità di Avignone le nuvole si diradano ed esce un tiepido sole ma noi siamo talmente infreddoliti che le tute da pioggia ce la teniamo fino a destinazione.

Arriviamo a Barcellona che sono passate le ore 21 ma per arrivare al campeggio Caledonia vicino a Tarragona (dove abbiamo appuntamento con il gruppo) ci sono ancora 85 chilometri, facciamo una sosta per prendere qualcosa di caldo e ripartiamo per la destinazione che raggiungiamo verso le ore 22e 45.

Del gruppo neanche l'ombra, dopo vari messaggi e telefonate veniamo a conoscenza che la nave è arrivata con più di due ore di ritardo e che pertanto per questa sera la cena la facciamo separatamente.

Prendiamo posto nel bungalow da quattro, ci facciamo subito una doccia bollente e subito dopo andiamo a cena in un vicino autogrill aperto 24 ore.

L'incontro con gli amici avviene verso l'una di notte, tutti compatti felici e vogliosi di intraprendere questo moto raid con passione, il motto è “uno per tutti e tutti per uno”.

La mattina facciamo i saluti che la sera prima sia per la stanchezza e per l'ora tarda non abbiamo avuto modo di fare.

Ci muoviamo alle ore 8 dirigendoci subito dove la sera prima abbiamo cenato per fare una colazione veloce.

Decidiamo di prendere l'autostrada per velocizzare i tempi anche perché in programma c'è una traccia di sterrata prima di arrivare vicino Tabernas dove abbiamo l'hotel prenotato.

Durante il tragitto la moto di Pierluigi è costretta a fermarsi per la perdita d'olio dal filtro motore, una vite spanata non blocca bene la tenuta del coperchio filtro, ecco pronto il nostro Carlo meccanico e nostro salvatore che in circa 25 minuti risolve il problema, per fortuna uno di noi ha con se una pasta bi componente per guarnizioni, si riparte con la speranza che tutto vada bene.

Si arriva alla traccia mettendo finalmente le ruote sullo sterrato che inizialmente si presenta bucato e con tracce di asfalto in disuso.

Man mano che si sale lo sterro è compatto e pietroso ed il panorama diventa interessante.

Dopo un bel po di chilometri sgasando, derapando e dando gas ci si ferma per i primi commenti di giornata, non vi dico come dodici cinghiali si comportino, ve lo lascio immaginare, si sa come siamo noi motociclisti fangosi no?

Gruppo compatto alcuni espertissimi alcuni meno ma tutti con la voglia di divertirsi insieme e magari dando consigli ai meno esperti per come muoversi e comportarsi sulla moto.

Si arriva il pomeriggio tardi in hotel dove abbiamo tutti le camere doppie ed il posto moto in cortile.

Dopo una bella doccia ci si ritrova a tavola, si mangia e si beve quasi a scoppiare, tra un brindisi e l'altro la serata finisce con balli, schiamazzi e un bel discorso alquanto ingarbugliato del mitico Ermanno.

Tutti a nanna, domani abbiamo una giornata di sterro a cavallo, alla Sergio Leone , solo che noi di cavalli ne abbiamo più di 100 a testa.

Lasciato l'hotel dopo una fugace colazione attacchiamo subito la traccia lungo il canyon del mitico western degli spaghetti all'italiana, in questo tratto si sono girate le più belle scene dei film di Sergio Leone, è un posto fantastico ci sembra di essere dentro le scene del film “per un pugno di dollari” e di tanti altre pellicole che hanno fatto storia nel campo cinematografico.

Abbiamo un problema, Max col suo KTM 1290 fa molta fatica a muoversi lungo la sterrata di sabbia, pietraia e fango, vuole gettare la spugna e prendere l'asfalto, dopo varie preghiere supplicazioni, incoraggiamenti e lezione lampo di come doveva muoversi si convince a proseguire

(sarà il momento di ringraziamento maggiore che ci farà)

Ci godiamo il percorso e il panorama per tutto il giorno in modo entusiasmante dando gas e divertendoci su una pista a tratti stancante per la guida in piedi e corpo indietro per lasciare galleggiare l'anteriore sulla sabbia.

Lasciata la pista lungo il canyon dopo un po di chilometri di asfalto attacchiamo la traccia che da li a poco ci porta sul crinale di montagna.

La pista è scorrevole e a tratti impegnativa, tra un tornate e l'altro si sale sempre di più, il freddo si fa sentire. Ci fermiamo in una radura per ricompattare il gruppo, guardiamo il GPS, siamo oltre i 2200 metri.

Max con la sua nave sembra averci preso gusto ci ringrazia per averlo convinto a resistere, Roberto con il Triumph tiger 800 xc fa esperienza e se la cava, Stefano con la sua flemma e lentezza arriva, in ritardo ma arriva.

Su un bel tratto guidato ad un certo punto la KTM 690 di Pierluigi perde di nuovo e maledettamente molto olio per fortuna se ne accorge in tempo e spegne il motore.

Risaputo il problema il fantastico Carlo si mette subito al lavoro, si ricrea la guarnizione nuova.

per il bullone sfilettato se ne mette uno più lungo con un contro dado che fa da blocco, si aspetta quel quarto d'ora per far agire la pasta e si rabbocca circa 1 kg e 600 grammi di olio (quasi completamente tutto) la gioia è immensa quando il motore si mette in moto regolarmente riprendendo a tutto gas la sterrata

Non sappiamo come ma ad un certo punto ci siamo persi, abbiamo inconsapevolmente creato tre gruppi, fortuna che tutti o quasi avevamo le tracce così da ritrovarci e ricompattarci tutti in albergo

nel centro di Granada.

In quota ad un certo punto inizia a nevicare, il freddo si fa pungente, per fortuna la sterrata inizia a scendere di quota trasformando la neve in pioggia.

Al primo paesino ci si ferma in un bar ricompattandoci con il secondo gruppo, degli altri via telefono capiamo che ci si vede in albergo.

Facciamo uno spuntino veloce in un bar, nel mentre per nostra fortuna smette di piovere.

In quattro decidiamo di prendere direttamente l'asfalto per Granada mentre Luca, Carlo, Alessio, Alessandro e Stefano proseguono per la traccia (meno male che non li ho seguiti perché hanno preso neve e freddo in quantità)

A pochi chilometri, prima di arrivare in hotel affrontiamo di petto un diluvio d'acqua e vento che

ci ha inzuppati e infreddoliti.

Dopo aver preso camera e fatto la doccia ci siamo ritrovati nella hall dell'albergo ma i quattro temerari ancora non sono arrivati.

Arrivano che sono le ore 21 passate, l'ultimo come sempre è Stefano che dopo aver desistito a proseguire in sterrata a fatto ritorno direttamente su asfalto.

Facciamo cena verso le 22 e 30 in un tipico ristorante della zona, solita scorpacciata con sana bevuta, quattro chiacchiere due risate e poi a nanna.

La mattina verso le 8 mentre salgo la rampa del garage con la moto sento che la frizione non stacca bene, una volta su controllo e mi accorgo che la leva e il guanto sono sporchi di olio. Chiamo Carlo per un controllo visivo veloce, mi dice che il pistoncino pompa non ha più la tenuta e quindi perde, c'è da fare la revisione cambiando il kit ma adesso posso risolvere il problema (visto la piccola perdita) rabboccando di olio la pompa. Ok rabbocco l'olio prestatomi da Alessandro e si riparte senza far perdere tempo a nessuno.

Facciamo fatica a trovare l'imbocco della traccia, dopo aver pascolato per un po riusciamo a indovinarla e riprendere il percorso che viaggia lungo il crinale di un fiume.

Con le piogge abbondanti di ieri le pozzanghere e il fango ci fanno faticare un po, il brutto inizia a farci preoccupare quando lasciamo il crinale del fiume e la sterrata inizia a salire su per la collina in un tratto paesaggisticamente da favola immersi da una vasta piantagione di ulivi.

Alcuni fanno delle cadute altri sono costretti a fermarsi per rottura parafango anteriore esploso per ingolfamento da fango, per riuscire a proseguire sono costretti a smontarli e legarli sulla moto per non abbandonarli sul posto.

Si fa veramente fatica a proseguire ma non abbiamo altra scelta perché tornare indietro è peggio.

Siamo su un tratto in discesa veramente da perdere il controllo della moto si deve fare molta attenzione a non frenare cercando di lasciarla scorrere dolcemente, per fortuna io assieme ad altri riusciamo a superare la discesa e risalire in una spianata dove ci fermiamo per aspettare il resto della cordata e nello stesso tempo dandoci da fare a dare una mano a quelli più in difficoltà.

Ad un certo punto sentiamo bestemmiare a più non posso Ermanno per qualcosa che non capiamo, decidiamo di andarle incontro per verificare quale fosse il problema ed il problema effettivamente è molto grave, la frizione è completamente andata, la moto non stacca e non ingrana la marcia, inoltre fa un rumore di ferraglia, Il nostro Carlo capisce il problema, le diamo una mano a coricare la moto sul fianco sinistro così da poter smontare il coperchio frizione e vedere di cosa si tratta.

Una volta scoperchiata la frizione vediamo con nostro stupore che tutti i dischi in sughero sono maciullati vengono fuori a pezzettini, mai visto niente di simile.

Non c'è niente altro da fare che cambiare il pacco frizione completo.

Ermanno che parla benissimo lo spagnolo tra una bestemmia e l'altra riesce a chiamare un amico del posto che si prodiga a venirlo a prendere con un furgone. Nel mentre tramite internet cerchiamo un

concessionario KTM, prendiamo i numeri di vari concessionari è telefoniamo per vedere se hanno il ricambio, dopo vari tentativi il concessionario di Malaga ci dice che possono eseguire il lavoro ma devono ordinare il pezzo che arriverà entro due giorni.

Presto fatto si porta la moto tirandola con le corde fino alla radura dove tutti siamo fermi e iniziamo

a discutere a cosa fare, i più temerari proseguono per la traccia, io Roberto e Giò andiamo direttamente in KTM per iniziare e agevolare l'arrivo del nostro paziente, gli ultimi fanno compagnia a Ermanno aspettando il furgone.

Arrivati in KTM ci indicano l'officina che si trova a pochi isolati dalla concessionaria.

Con nostro stupore l'officina è anche concessionaria Harley Davidson,,ci mettiamo a ridere pensando ad Ermanno che non ha mai potuto vedere questo tipo di moto.

Roberto ne approfitta per andare in Triumph perché la moto non le tiene il minimo, torna da li a poco dicendo che il lavoro lo faranno domani mattina.

Arriva il furgone, si scarica la moto portandola a spinta fino al reparto officina dove la prendono in cura i meccanici, questi una volta arrivato il pezzo lo monteranno immediatamente con la promessa che giovedì sera la moto è di nuovo operativa.

Finalmente dopo aver programmato tutto ci rechiamo in hotel, è un grosso complesso proprio sul mare, io e Roberto come anche altri abbiamo una confortevole stanza con vista mare.

Ermanno amico da tempo di un ristoratore con ristorante in centro ha organizzato una cena a base di pesce e paella ne viene fuori una di quelle serate che ti spezzano in due per la gran mangiata e ancora di più per il gran bere, ne usciamo cotti e mezzi ubriachi che sono le 2 del mattino.

Non trovando taxi piano piano ci dirigiamo in albergo a piedi, camminiamo per più di 5 chilometri col rischio di farci fermare dalla guardia civile per gli schiamazzi e i casini che Ermanno combinava strada facendo.

Io e Roberto abbiamo accelerato il passo arrivando in albergo che sono passate le 2,30 da un pezzo

La mattina abbiamo un colpo al cuore quando alle 7,30 suona la sveglia, Roberto ha appuntamento in Triumph per far controllare la moto, io mi conforto ancora per una oretta nel letto tanto sapevo che nessuno prima delle 10 si sarebbe alzato.

Una volta sceso nella hall cercando di fare colazione al bar vengo a sapere che Carlo, Luca, Alessandro e Stefano sono partiti seguendo il programma.

Ermanno, Pierluigi e Alessio sono rientrati verso le 6,30 e dormono ancora come ghiri, fanno molta fatica ad alzarsi e quanto questo succede hanno la testa in pallone.

Riusciamo ad accendere le moto e metterci su strada che sono mezzo giorno, destinazione Forte Bravo a Tabernas dove abbiamo la prenotazione di tre bungalow proprio dentro il villaggio del set cinematografico.

Dimenticavo di dire che un amico di Ermanno la sera prima le ha prestato la sua Bmw GS 1200 così da poter continuare con noi, dormire a Forte Bravo e l'indomani mattina ritornare a Malaga per ritirare il 990, tutto questo è fantastico se non fosse che il destino cambia le cose.

Al distributore nel momento di ripartire il 690 di Giò non si mette in moto, dopo vari tentativi si capisce che la batteria è andata, morta, caput l'unica cosa è sostituirla con una nuova.

Ci si attiva subito ma sono le 14 e i negozi di ricambi non aprono prima delle 16,30, senza stare a farla lunga Io, Roberto, Alessio, Pierluigi e Giulio partiamo per la destinazione mentre Giò, Ermanno e Max si fermano per darle una mano, ci si ritroverà tutti a destinazione con orari diversi.

Dopo circa 270 chilometri di asfalto arriviamo in prossimità di destinazione quando Pierluigi si stacca da noi perché lungo la strada ha visto un meccanico di moto, deve comprare una catena di trasmissione che non le permette più di continuare, troppo allungata e senza possibilità di regolazione è arrivata alla frutta.

Arriviamo in bungalow (trovando il resto del gruppo partiti seguendo il programma) in tempo per gustarci lo spettacolo western dentro il saloon del set cinematografico.

Arriva Pierluigi con una catena nuova e il sempre pronto Carlo si mette subito all'opera per la sostituzione.

Nel mentre aspettiamo gli altri che hanno trovato e montato la batteria, ci mettiamo d'accordo per la cena, peccato che non ci sono ristoranti nel giro di 10 chilometri così decidiamo (visto che ogni

bungalow è attrezzata di cucina con tutto l'occorrente) di farci da mangiare da noi.

Stefano e Alessio partono con una lista di cose da comprare per fare una pasta alla Matriciana, degli affettati, del pane, vino, acqua e dolce.

Ci mettiamo all'opera, io lavo i patti, la posateria e le pendole occorrenti, Pierluigi ai fornelli, nel frattempo arrivano Max e il Giò ma senza Ermanno che giustamente vista l'ora decide di rimanere a Malaga.

Siamo al punto di buttare la pasta quando ci accorgiamo che la pendola è piccola e l'acqua è proprio poca per contenere quasi due chili e mezzo di pasta. Idea geniale salviamo capri e cavoli mettendo un po d'olio nell'acqua così da non farla incollare, risultato direi ottimo e con il buon condimento fatto da Pierluigi c'è la gustiamo facendo anche la scarpetta.

Ne viene fuori una serata fuori dal comune, genuina , semplice con applauso finale a Giò per essersi preso la briga di fare il lavapiatti, mentre il resto della compagnia sparecchiava e metteva in ordine tavoli e sedie.

 

La mattina, dopo aver sistemato le moto giriamo in torno al villaggio facendo foto ricordo nel posto in cui vennero girate tutti i più bei film del grande Sergio Leone.

Dopo aver fatto colazione facciamo subito rifornimento di benzina alle moto solo che la mia sbadataggine mi porta a mettere gasolio, per fortuna mi accorgo in tempo ma ormai due litri li ho messi, il saggio Carlo per non rischiare mi consiglia di svuotare tutto il serbatoio per poi rifare il pieno di benzina a 98 ottani. Faccio perdere circa mezz'ora a tutti e tutti scherzosamente mi prendono per il culo, pazienza cose che succedono.

Oggi il giro è fantastico, ancora una parte non fatta lungo il canyon di pietre e sabbia, dopo circa 20 chilometri si prende una sterrata di montagna dove il divertimento alla guida e di pura goduria.

Il paesaggio è da cartolina, i tornanti in salita si fanno in derapata e il percorso scorre sotto le nostre ruote che è un piacere. Arriviamo ad un certo punto che la traccia si perde in un dirupo con un sentiero che solo le capre possono percorrerlo, ci fermiamo e con nostro rammarico decidiamo di ritornare indietro per l'impossibilità di proseguire.

Prima di farlo facciamo i gadan lungo delle salite da paura divertendoci come dei ragazzini.

Arriviamo al mare che è tardi ci troviamo un ristorante dove facciamo una scorpacciata di frittura di pesce innaffiato da un ottimo vino bianco.

Riprendiamo la nostra traccia sul litorale marino lungo la spiaggia ma ad un certo punto per paura della guardia civile e di qualche sequestro, desistiamo e riprendiamo l'asfalto fino al campeggio dove abbiamo i soliti tre bungalow prenotati.

Serata all'insegna del mangiare, bere e solito cazzeggio che ci portano stanchi ma goduti a un sano riposo, riposo disturbato dal russare di Pierluigi, questa notte ci è toccato a noi ospitarlo, la mattina le abbiamo fatto notare che durante la nottata aveva disboscato un intero bosco e tutti i mobili dello stesso bungalow.

Peccato oggi si fa l'ultimo sterrato del viaggio, il percorso è di montagna con tornanti in salita, il panorama è spettacolare la vista spazia fino al mare fermandoci spesso per fare delle foto ricordo.

Oggi Pierluigi si è giocato il suo jolly, sui tornanti in discesa forse per l'irruenza, per la velocità o forse per aver pinzato troppo, le si è chiuso lo sterzo finendo a terra ai margini di un dirupo, tutto bene quel che finisce bene.

La sterrata ci porta in uno dei tratti più difficili dell'intero itinerario, stiamo seguendo un letto di un fiume a tratti di sabbia e pietraia, man mano che si prosegue il percorso diventa sempre più impegnativo, Max, Giulio, Roberto e Stefano fanno una fatica pazzesca.

Gli ultimi tre chilometri sono una vera mulattiera arriviamo in una spianata stanchi e sudati marci.

Dopo circa un'ora arrivano alla chetichella anche gli altri, sono fuori di testa, sudati e stanchi all'inverosimile, ma sono arrivati, c'è il Max che ormai è esaltato e soddisfatto per essere riuscito a fare quello che ha fatto.

Arriviamo in un piccolo paesino dove troviamo un ristorante gestito da una coppia anziana, ci propongono la loro specialità che consiste in un tipico formaggio servito con olio piccante, insalata mista e un ottimo polipo.

Gli ultimi chilometri diventano di trasferimento, c'è molta polvere e stanchezza tanto che una volta arrivati sull'asfalto si decide di continuare sulla via più veloce per arrivare in un'ora decente a destinazione.

Arriviamo in albergo già prenotato lungo la strada vicino a Murcia, è ben servito con camere spaziose e con tutti i comfort, le moto li posteggiamo al sicuro dentro il cortile.

La cena la facciamo nel ristorante interno, solita abbuffata e bevuta, si completa la serata con la visione e i racconti di una settimana trascorsa ai massimi livelli, siamo tutti soddisfati della vacanza, tutto è andato bene nessuno si è fatto male, alcuni hanno fatto esperienza sul fuoristrada, altri si sono esaltati altri ancora hanno goduto come dei mandrilli.

La mattina dopo la colazione io e Roberto salutiamo e abbracciamo tutti, si torna via asfalto fino a Torino il resto prosegue per Barcellona dove si imbarcheranno per Civitavecchia.

Dopo circa 750 chilometri di asfalto per strade statali ci fermiamo in un hotel a circa 40 chilometri da Perpignano (Francia).

La mattina dopo, ultima tappa lungo le statale per Avignone, Orange, Gap, Briancon, Monginevro, Susa e Torino, lungo il percorso tortuoso siamo riusciti ancora a divertirci con alcune pieghe da paura.

Che dire è stata una favolosa esperienza, il gruppo è stato ottimo l'amicizia anche, mi sono veramente divertito.

Ringrazio di cuore Ermanno che poverino per colpa della moto è dovuto tornare a Roma in aereo per poi ritornare a riprenderla appena possibile, Carlo per aversi sporcato le mani sulle moto, a Stefano per aver messo sui GPS le tracce e Pierluigi, Alessio, Giò, Max e Giulio che ancora non conoscevo fisicamente così da darle un volto ai nick name, a Luca, Alessandro e Roberto

grazie, grazie ancora di cuore e alla prossima

Filippo Razza